Rischi trombosi per pazienti chirurgia plastica

I pazienti che si sottopongono a interventi di chirurgia plastica o ricostruttiva dovrebbero ricevere adeguate informazioni circa tutte le possibili complicazioni incontrabili nel post - intervento.

Un’adeguata informazione pre-operatoria è di fatti la regola basilare per una corretta trasparenza nel rapporto tra paziente e chirurgo, soprattutto se si pensa che alcune delle complicazioni e dei rischi derivanti da interventi di chirurgia plastica possono generare pregiudizi molto evidenti.

Cheratotomia radiale

cheratotomia radialeLa cheratotomia radiale è una delle forme più antiche di correzione della vista. Questo intervento è stato eseguito per la prima volta nel 1970 e grazie alle alternative più moderne è oggi sostituito da più accurate procedure laser.

Nella cheratotomia radiale viene utilizzata una sottilissima lama diamantata che possa incidere lo strato più esterno della cornea, alterandone la forma in maniera tale che la luce rifranga correttamente sulla retina.

Mentre la chirurgia laser sta rapidamente diventando la norma, la cheratotomia radiale sta passando in secondo piano.

Peeling chimico

L'esposizione al sole, l'acne o il “semplice” invecchiamento inducono il tono della pelle a divenire irregolare, rugoso, macchiato o addirittura sfregiato. Se tuttavia volete contrastare questi eventi, facendo in modo che la vostra pelle rimanga più liscia e più giovane, potete prendere in considerazione l’idea di un peeling chimico, che utilizza una soluzione di natura – appunto - chimica per lisciare la struttura della pelle, eliminando gli strati esterni danneggiati.

Chirurgia estetica: poche donne specialiste

Le donne sono tra le principali fruitrici degli interventi di chirurgia estetica, ma raramente si siedono dall’altra parte della scrivania o indossano il camice da lavoro. In altri termini, a fronte del 90% di pazienti donna che ricorre spesso e volentieri al “ritocchino”, solamente il 15% dei chirurghi estetici appartiene al gentil sesso. Una sproporzione che è emersa negli ultimi giorni dai dati pubblicati dall’Aicpe, l’Associazione italiana chirurgi plastici estetici, secondo cui, in fondo, tale evidente gap tra medici e pazienti non avrebbe alcuna ragione di esistere.